Episodio 12 · Fonti
Fonti citate
L'italiano dimenticato che divenne uno dei più ricchi industriali d'Europa · di Riccardo Gualino
7 fonti citate in questo episodio
Intro
- 1
Riccardo Gualino
Confessioni di un sognatore (Marini, Roma, 2021), con introduzione di Angelo d'Orsi
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Frammenti di vita (1931)
Scritto durante il confino a Lipari, dove Gualino fu mandato dopo l'arresto del gennaio 1931 con l'accusa di bancarotta e la confisca dei beni. Prima edizione Mondadori, 1931. Ripubblicato da Aragno (Torino, 2007).
Confessioni di un sognatore (1945 → 2021)
Dattiloscritto del 1945 che Gualino decise di non pubblicare, imponendo un veto anche ai familiari. Il testo è uscito oltre settant'anni dopo, nel 2021, per l'editore Marini (Roma), con introduzione dello storico Angelo d'Orsi. È il libro principale dell'episodio.
www.libreriamarini.it
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Com'Era l'Italia all'Inizio del Novecento
- 2
ISTAT
Censimento della popolazione del Regno d'Italia, 1901
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Il lavoro
Al censimento del 1901, circa il 61% degli occupati lavorava in agricoltura (in proporzione simile fra uomini e donne). La maggioranza degli italiani era fatta di braccianti, mezzadri e piccoli contadini, spesso a livello di sussistenza.
L'analfabetismo
Sempre nel 1901, circa il 48% della popolazione era analfabeta, con punte attorno al 70% nel Mezzogiorno. Nello stesso periodo gli analfabeti erano circa il 3% in Inghilterra e il 5% in Francia.
Il reddito
Secondo le stime del Maddison Project, nel 1900 il reddito pro capite italiano era circa il 40-45% di quello statunitense: va inteso come ordine di grandezza, non come misura esatta (le serie storiche pre-1913 hanno ampi margini d'errore).
Il quadro
Un'Italia da poco unificata, povera di materie prime, con industria e infrastrutture limitate e una forte emigrazione, soprattutto dalle campagne del Sud verso le Americhe.
ebiblio.istat.it
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Agnelli, il Suo Esatto Opposto
- 3
Industria automobilistica in Italia
Wikipedia
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L'ironia: Agnelli e Ford
Agnelli visitò gli stabilimenti Ford a Detroit nel 1912 e portò in Italia la catena di montaggio (Lingotto, 1923): la visione della produzione di massa, in fondo, la condivideva.
L'auto di massa
La FIAT realizzò poi le utilitarie popolari che Gualino auspicava: Topolino (1936), 600 (1955), Nuova 500 (1957).
Il picco e il declino
L'Italia toccò il picco nel 1989 con circa 2,2 milioni di veicoli prodotti, quinta al mondo. Da allora è iniziato un declino strutturale.
Le fusioni
Fiat Chrysler Automobiles (FCA) nel 2014; Stellantis, con il gruppo PSA, nel 2021.
Oggi
Nel 2025 in Italia sono state prodotte circa 213.000 autovetture, il dato più basso dal 1954 (rapporto FIM-CISL, gennaio 2026).
it.wikipedia.org
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"Il Migliore di Questi Cinque Pionieri? Forse Ero Io"
- 4
Treccani
Dizionario Biografico degli Italiani (Toeplitz, Motta, Donegani)
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Il contesto
L'industrializzazione italiana ebbe il suo decollo fra il 1880 e il 1914, concentrata nel cosiddetto "triangolo industriale" Torino–Milano–Genova. Capitale scarso e mercato interno povero resero il processo dipendente da un numero ristretto di imprenditori e banche.
I cinque "artefici" secondo Gualino
Nella prefazione Gualino stila una gerarchia dei migliori artefici del progresso industriale italiano, inserendovi sé stesso accanto a quattro figure:
- Giuseppe (Józef) Toeplitz (1866–1938) — amministratore delegato della Banca Commerciale Italiana (Comit), il principale finanziatore della grande industria italiana.
- Giacinto Motta (1870–1943) — ingegnere, direttore generale e poi presidente della Edison (energia elettrica).
- Guido Donegani (1877–1947) — costruì la Montecatini (chimica), portandola fra i maggiori gruppi industriali d'Europa.
- Giovanni Agnelli (1866–1945) — fondatore della FIAT (automobile).
Olivetti e il modello mancato
Il termine di paragone del progressismo industriale piemontese fu Adriano Olivetti, che a Ivrea costruì case, mense, biblioteche e servizi sanitari per gli operai. Quel modello umanistico non fu però quello vincente nell'industria italiana.
www.treccani.it
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Da 50 Lire al Mese a Uomo Più Ricco d'Europa
- 5
ISTAT
Rivalutazione monetaria (coefficienti lira-euro)
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Il metodo
La conversione segue il metodo ISTAT: si rivaluta l'importo in lire con il coefficiente dell'anno (rapporto tra gli indici dei prezzi), poi si divide per 1936,27 (il cambio fisso lira-euro del 2002), aggiornando all'anno corrente. Le conversioni di potere d'acquisto su archi di un secolo restano approssimative, perché il paniere dei beni cambia radicalmente.
Le cifre principali
- Il capitale di partenza della SNIA nel 1917 (5 milioni di lire) equivale grosso modo a una decina di milioni di euro di oggi (ordine di grandezza ~€8-12 milioni).
- Il capitale della SNIA nel 1925 (1 miliardo di lire) equivale a circa 1,0-1,3 miliardi di euro di oggi.
Crescita nominale e reale
In lire il capitale crebbe di circa 200 volte (5 milioni → 1 miliardo) in otto anni. Poiché tra il 1917 e il 1925 i prezzi in Italia circa raddoppiarono, la crescita reale (in potere d'acquisto) è dell'ordine di 100 volte.
www.istat.it
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Perché a 17 Anni Lasciò gli Studi e Partì da Biella
- 6
Treccani
Riccardo Gualino (Dizionario Biografico)
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La famiglia
Riccardo Gualino nasce a Biella il 25 marzo 1879, ottavo di dieci figli. Il padre Giuseppe era orafo. Famiglia borghese modesta ma con i mezzi per farlo studiare: ginnasio e liceo, terminati nel 1896.
L'avvio a Genova
Dal 1896, a 17 anni, entrò nel commercio del legname americano grazie al cognato Attilio Bagnara, nel porto di Genova. Cinque anni che lo formarono al commercio internazionale.
I Gurgo Salice e Cesarina
Verso il 1903-04 si legò ai Gurgo Salice di Casale Monferrato; l'8 settembre 1907 sposò Cesarina Gurgo Salice.
L'impero del legname
Nel 1908 fondò la "Società anonima Riccardo Gualino" (5 milioni di lire di capitale) e acquisì foreste in Volinia (circa 20.000 ettari) e concessioni nei Carpazi rumeni, dotandole di segherie e infrastrutture.
Il crollo (1912-13)
La chiusura ripetuta degli Stretti dei Dardanelli durante le guerre balcaniche bloccò le esportazioni; nel 1913, con oltre 50 milioni di passivi, Gualino chiese la moratoria. Ripartirà negli anni '20 in altri settori.
www.treccani.it
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Come Trasformò la Guerra in Oro: le Navi e il Carbone
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Snia
Wikipedia / SNIA Viscosa
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Origine navale (1917)
La SNIA fu fondata a Torino il 10 luglio 1917 come Società di Navigazione Italo-Americana, con un capitale di 5 milioni di lire, da Riccardo Gualino insieme a Giovanni Agnelli. Scopo: una flotta mercantile per importare merci dagli Stati Uniti, in particolare carbone, molto redditizio durante la guerra.
La conversione alla viscosa (1920-1922)
Finita la guerra, il crollo dei noli spinse la società verso nuovi settori. Nel 1920 acquistò gli stabilimenti di viscosa già esistenti — la Società Anonima Viscosa di Pavia e l'Unione Italiana Fabbriche Viscosa (impianto di Venaria Reale) — e nel 1921 la Società Italiana Seta Artificiale (Cesano Maderno). Il 6 novembre 1922 cambiò nome in Società Nazionale Industria Applicazioni Viscosa (SNIA Viscosa), mantenendo la sigla.
I numeri (1925-1929)
Nel 1925 il capitale sociale raggiunse il miliardo di lire, e la società fu quotata alle Borse di Londra e New York — prima azienda italiana su una borsa estera. Nello stesso anno produceva circa 24.000 kg al giorno di fibra, pari al 68,6% della produzione italiana e all'11,1% di quella mondiale, con circa l'80% destinato all'esportazione, ventimila operai e stabilimenti su circa due milioni di metri quadri. La produzione passò da 500.000 kg l'anno (1920) a oltre 9,5 milioni di kg (1929).
La perdita (1930)
Con la crisi e il dissesto finanziario di Gualino, nel 1930 il controllo passò a Senatore Borletti e Franco Marinotti, che ridussero il capitale da 1 miliardo a 333 milioni di lire (azioni da 120 a 40 lire).
en.wikipedia.org
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