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Copertina di Come fare un lavoro eccellente

Come Fare Qualcosa di Grande: Leggiamo Paul Graham (in Italiano)

di Paul Graham

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01 Intro

Marco

Airbnb, Dropbox, Stripe, Reddit, Twitch.

Francesco

Cos'hanno in comune tutte queste aziende? Sono tutte passate da un unico posto, Y Combinator. Y Combinator è l'acceleratore di startup più importante del mondo, quello che prende ragazzi con un'idea e dà loro gli strumenti per trasformare la loro idea in una startup di successo. Dal 2005 a oggi ha finanziato più di 4.000 startup con un valore complessivo di oltre 600 miliardi di dollari. L'uomo che ha creato tutto si chiama Paul Graham. Ma Graham non era un investitore qualunque. Prima di Y Combinator era un programmatore. Ha scritto uno dei primi software per costruire negozi online e lo ha venduto a Yahoo negli anni 90 per 49 milioni di dollari.

Marco

Prima ancora, stranamente ed è molto interessante, aveva studiato pittura a Firenze all'Accademia di Belle Arti.

Francesco

Paul è anche conosciuto per i suoi saggi. Scrive su internet dal 2001 e sono diventati letture molto importanti in tutto il mondo per chi è interessato a fare startup. Nel 2023 ha pubblicato uno degli essay più lunghi e secondo noi uno dei più belli, ovvero How to Do Great Work, come fare un grande lavoro.

Marco

Un saggio lunghissimo di 12.000 parole in cui cerca di rispondere alla domanda che tutti noi ci facciamo.

Francesco

Come faccio a trovare la cosa per cui sono fatto, per cui sono nato? Come faccio a farla al livello più alto possibile? E come posso costruire una vita intorno a ciò che amo? Non parla solo di startup o tecnologia, parla di scienziati, artisti, scrittori, musicisti. Parla di curiosità, di ossessione, di sogni, di perché le persone più creative del mondo hanno tutte qualcosa in comune.

Marco

Bene, in questo nuovo episodio di Buona Compagnia abbiamo deciso di analizzare questo saggio pezzo per pezzo.

Francesco

Ciao a tutti, siamo Marco e Francesco e benvenuti in un nuovo episodio di Buona Compagnia. Ogni mese scegliamo un libro che ci ha fatto pensare, una biografia, un saggio, un'idea, qualsiasi cosa che ci ispiri e da cui possiamo tirare fuori riflessioni da applicare al nostro lavoro e alla nostra vita.

L'obiettivo di questo progetto non è intrattenerti, né insegnarti nulla. Quello che facciamo è raccogliere tasselli lasciati per strada da persone che hanno fatto un grande lavoro nella loro vita, come si raccolgono pietruzze in un lungo cammino. Questo non è un manuale. Cosa ne farai? Decidilo in libertà. Quello che ti promettiamo però è che stando con noi per poche ore a settimana sarai stato in buona compagnia e avrai trovato qualcosa che vale la pena di portare con te.

02 Le Tre Qualità del Lavoro

Marco

Ok, cominciamo. Allora... non devo iniziare. Iniziamo dall'inizio. Allora, una cosa che Paul in questo essay sta cercando di rispondere è qual è la ricetta per fare un lavoro eccellente. La prima cosa che mette in chiaro è che questa ricetta presuppone che una persona sia ambiziosa. Quindi il primo passo, che sembra molto ovvio, è quello di decidere su cosa lavorare.

E il lavoro che uno sceglie, secondo Paul, deve avere tre qualità. La prima qualità è che deve essere qualcosa per cui si ha una predisposizione naturale. In questo caso la prima cosa che mi è venuta in mente è Samantha Cristoforetti, di cui abbiamo fatto l'episodio precedente. Ti ricordi quando lei stava facendo l'addestramento per il cacciabombardiere AMX, e il comandante, quando poi va a vedere il lancio nello spazio della sua prima missione, le scrive: sembri proprio essere nata per fare quella cosa lì.

La seconda qualità è che si deve avere un profondo interesse per quella cosa. Naturalmente nel caso di Samantha, beh, lei sicuramente aveva un profondo interesse per diventare un'astronauta, perché se non l'avesse avuto, naturalmente non passerebbe ore e ore in piscina ad allenarsi all'assenza di peso, a fare una cosa così dura per il proprio corpo.

E la terza qualità è che questo lavoro possa offrire la possibilità di fare un magnifico lavoro. Sembra facile, ma non è così. È spesso e molto difficile. È molto difficile, soprattutto quando si è giovani, perché quando si è giovani non si sa esattamente cosa si è bravi a fare, ma soprattutto come sono diversi i tipi di lavoro. Anche perché magari alcuni tipi di lavoro che si finisce per fare potrebbero anche non esistere ancora. Un esempio, il lavoro del podcaster: magari chi ha un podcast ora, dieci anni fa questo lavoro non esisteva.

03 Mozart o Newton: Chi Trova la Vocazione Subito e Chi la Cerca per Tutta la Vita

Francesco

Infatti lui scrive, mentre alcune persone sanno già cosa vogliono fare a 14 anni, la maggior parte deve ancora scoprirlo. E quindi, se io non rientro nella categoria dei quattordicenni o sedicenni o ventenni che sia, che sanno già che cosa vogliono fare, come faccio a scoprirlo se non lo so? E la risposta di Paul è semplicemente conoscere. Conoscere è fare più esperienze possibili nei campi più vari possibili. Infatti lui scrive, se non siete sicuri su cosa lavorare tirate a indovinare.

Marco

Ma scegliete qualcosa e iniziate a lavorare. Quando tu hai detto che molte persone sanno già a 14 anni cosa fare, mentre altre persone lo devono ancora scoprire, Paul fa sempre un esempio tra la differenza tra Mozart e Newton. Non so se li hai letti, ok. A tre anni Mozart inizia a sperimentare da solo, al clavicembalo. A cinque anni compone il suo primo pezzo musicale e a sei anni Mozart si esibiva già davanti a due corti imperiali. Quindi Mozart non ha mai cercato la sua vocazione, non si è mai svegliato a cinque anni: porca miseria, oh, che cosa devo fare nella mia vita? No, era la sua vocazione. Molte persone non sono come Mozart.

Francesco

La maggior parte.

Marco

La maggior parte. Molte persone sono come Newton. Newton è diventato famoso perché ha pubblicato Principia Mathematica, dove c'è la legge del moto e la legge della gravità. Però quella non era l'unica cosa che faceva in quei tempi. Lui era ossessionato di alchimia e teologia. Nella biblioteca privata di Newton, che conteneva 1.752 libri, la più grande maggioranza di quei libri riguardava la teologia, poi l'alchimia. E poi dopo solamente il 9.6% la matematica e la fisica con solo 3%. Quindi lui ha scritto molto di più di teologia e alchimia che di matematica e fisica.

L'unica cosa è che tutti questi scritti, milioni e milioni di parole di alchimia e teologia non sono mai stati pubblicati. E quindi quello che Paul fa riferimento è che Paul scrive: la difficoltà di capire su cosa lavorare varia enormemente da persona a persona. Da bambino hai l'impressione che tutti abbiano una vocazione e tutto ciò che devi fare è capire di cosa si tratta. A volte funziona così nella vita reale. Alcune persone capiscono cosa fare da bambini come Mozart. Ma altri sono come Newton, passano irrequieti da un tipo di lavoro all'altro. Forse, a posteriori, possiamo identificare una loro vocazione.

Quindi, in questo caso, guardando indietro, solamente dalla fine, perché noi sappiamo già la fine della vita di Newton, dalla fine guardiamo all'inizio e a posteriori diciamo, ok Newton la sua vocazione era la matematica, la fisica, ma perché non dire che la sua vocazione era l'alchimia e la teologia? Ha scritto molto di più, ha dedicato alla fine della sua vita, a 84 anni, qua ho scritto, stava ancora lavorando sulla storia alternativa dell'Antico Testamento. Quindi dopo che il Principia Mathematica è stato pubblicato, per tutto quel tempo cosa ha continuato a fare? Teologia e alchimia.

Quindi noi a posteriori, con senno di poi, questa illusione che abbiamo che lui abbia avuto la vocazione per la matematica e la fisica, ma magari la sua vocazione, quella che lui sentiva, era sulla teologia e l'alchimia. Poi la identifica come un'illusione indotta dal pregiudizio del senno di poi. Ai tempi probabilmente non c'era una voce che lo chiamasse e che lui avrebbe potuto ascoltare.

Quindi mentre le vite di alcune persone convergono velocemente, ce ne saranno alcune le cui vite non convergeranno mai. E per queste persone capire su cosa lavorare non è tanto un preludio al lavoro duro quanto una parte continua di esso, come una serie di equazioni simultanee, per queste persone. Quindi Paul sta dicendo che per molte persone trovare la propria vocazione non è una cosa che si fa all'inizio. La trovi lavorando e continuando a farti le domande. È questo che voglio fare? Capire su cosa lavorare non finisce mai, rimane sempre lì mentre si lavora. E non è una domanda che si risolve una volta per tutte. È una domanda che continua ad accompagnarti per tutta la vita.

E poi la descrive come una serie di equazioni simultanee. In matematica le equazioni simultanee sono equazioni che non puoi risolvere una sola volta, devono essere risolte insieme in parallelo. Quindi per certe persone succede la stessa cosa. Stai lavorando a qualcosa ma allo stesso tempo stai cercando di capire se quello è veramente il lavoro giusto. E queste due cose vanno sempre insieme in parallelo, senza che una finisca prima dell'altra.

04 La Curiosità È Il Motore Di Tutto

Francesco

E Paul continua: sviluppate l'abitudine di lavorare ai vostri progetti. Non lasciate che il lavoro significhi qualcosa che gli altri vi dicono di fare. Eh, questa è una parte bella, una delle frasi molto belle. Se un giorno riuscirete a fare un gran lavoro, probabilmente sarà un progetto tutto vostro. Forse sarà all'interno di un progetto più grande, ma sarete voi a guidare la vostra parte. E quindi ora lui che parla di progetti, quali dovrebbero essere i nostri progetti? E lui risponde, qualsiasi cosa che vi sembri stimolante e ambiziosa. Quindi a sette anni può sembrare entusiasmante e stimolante costruire Lego, a 14 di imparare a sciare, e a 21, qualsiasi altra cosa che vi appassioni è sempre stimolante.

Paul scrive, la cosa più importante è conservare sempre l'entusiasmo. E qual è il motore di tutto, il timone che guida la nostra voglia, la nostra sete di conoscenza, è appunto la curiosità.

Marco

Sì, questa è forse la frase che se uno deve prendere da questo essay è più questa. Il timone e il motore principale di tutto è sempre la curiosità.

Francesco

Ecco, e questo è uno dei punti che io mi sono segnato come uno dei più importanti perché è una domanda che io non mi ero mai posto e dopo che l'ho letto ho detto, minchia, porca miseria. E lui scrive: che cosa vi incuriosisce eccessivamente al punto da annoiare la maggior parte delle persone? È questo che dovete cercare.

Marco

Poi scrive: una volta trovato qualcosa che vi interessa esageratamente, il passo successivo è imparare abbastanza a riguardo per arrivare a una delle possibili barriere della conoscenza. La conoscenza si espande in modo frattale e da lontano le sue pareti sembrano lisce, ma quando si impara abbastanza ad avvicinarsi a una di esse, si rivelano piene di lacune. Tu hai capito questo cosa vuol dire?

05 La Conoscenza Vista da Lontano Sembra Liscia, da Vicino È Piena di Lacune

Francesco

Questo lo sai te, io non mi sono fatto vivo perché ne so poco [?], aspetto te. Comunque, ci avviciniamo a qualcosa di nuovo, a un progetto, a qualsiasi cosa, e per riuscire diciamo a eccellere in quello che facciamo è attraverso la conoscenza. Quindi imparare, imparare più che possiamo riguardo a quell'argomento. Però magari arriviamo a un certo punto in cui la nostra conoscenza ci sembra abbastanza. Quindi vista da lontano è una parete liscia, perfetta, uniforme, in cui conosciamo tutto. Però se poi ci addentriamo all'interno di questa parete, in realtà è una parete lacunosa, è piena di lacune.

Marco

La cosa che io mi sono immaginato per visualizzare questo concetto è che se tu guardi la costa dell'Italia da un aereo ad altissima quota, sembra una linea molto liscia, ma quando scendi sempre più in basso, cosa vedi? Vedi baie, promontori, scendi ancora e vedi rocce, scogliere, irregolarità. Quindi più ti avvicini e più i dettagli appaiono.

La conoscenza umana funziona esattamente così. Quindi da lontano, quando sai poco di un argomento, ti sembra che tu capisca tutto, che tutto sia ordinato. Ma quando veramente vai in profondità in quell'argomento, le pareti che prima ti sembravano lisce e che pensavi di sapere tutto, si riempiono di buchi, di domande senza risposta. Il passo successivo è quello di notarle.

Francesco

Questo richiede una certa abilità perché il cervello vuole ignorare queste lacune per creare un modello più semplice del mondo. Molte scoperte sono state ponendo domande su cose che tutti gli altri davano per scontate. Se le risposte sembrano strane, tanto meglio. Il risultato di un grande lavoro ha spesso una tinta di stranezza. Lo si vede dalla pittura alla matematica. Sarebbe un errore cercare di ricostruirla, ma se appare, accoglietela.

Quindi lui si riferisce alla stranezza, e alla stranezza fa riferimento anche alle idee fuori dagli schemi. Infatti lui scrive: inseguite audacemente le idee fuori dagli schemi, anche se gli altri non sono interessati, anzi soprattutto se non lo sono. Se siete entusiasti di una possibilità che tutti gli altri ignorano, avete abbastanza esperienza per dire esattamente cosa stanno trascurando, ed è la scommessa migliore che possiate fare.

Marco

Cosa vuol dire secondo te che il cervello vuole ignorare queste lacune per creare un modello più semplice del mondo?

Francesco

Ecco, come abbiamo detto prima che nel primo caso la parete è liscia, quindi la nostra conoscenza ci sembra uniforme, il nostro cervello vuole farci credere che sappiamo tutto, quindi di fare meno sforzo per conoscere ancora di più, per andare in profondità e riempire quelle lacune che in realtà ci sembrano che non ci siano, ma in realtà ci sono.

06 Sistema 1 e Sistema 2: Perché il Cervello Crea Modelli Troppo Semplici

Marco

Ok, una domanda che ti faccio per poi arrivare a un punto è... una mazza da baseball, ok? E una palla costano insieme 1,10. Un euro e dieci centesimi. La mazza costa un euro in più della palla. Quanto costa la palla? Dieci centesimi. Ok, perfetto, ok. Il punto è esattamente quello che volevo dire.

Allora, se la risposta è 10 centesimi, la risposta è sbagliata. Questa è la domanda che Daniel Kahneman, non so se l'hai mai sentito, era uno psicologo israeliano-americano e ha vinto il premio Nobel per l'economia nel 2002 per le sue ricerche su come gli esseri umani prendono le decisioni. Daniel ha pubblicato un libro che si chiama Thinking, Fast and Slow, ovvero pensieri lenti e veloci. E la scoperta più importante è che il cervello funziona attraverso due sistemi. Il sistema 1 che è veloce e diretto, e il sistema 2 che è lento e riflessivo.

Quando ti ho fatto questa domanda quello che tu hai usato è il sistema 1. Quindi questo sistema 1 è vantaggioso ma anche svantaggioso, perché in questo caso tu hai dato una risposta impulsiva che sembrava che fosse giusta ma invece è sbagliata. Il sistema 2 è invece quello più riflessivo. Ora ritornando alla domanda che ti ho fatto, vabbè la domanda è 5 centesimi, la risposta è 5 centesimi.

L'idea che il cervello crea il modello più semplice del mondo è perché quando tu guardi un qualcosa e non riesci a trovare delle domande su quella cosa lì, il cervello cerca di coprire questo buco con una risposta che sembra plausibile, invece di spendere tantissimo tempo a riflettere e andare alla ricerca di quella risposta che magari è giusta, che magari va anche controcorrente ad anni e anni di ricerca.

Un esempio più pratico e più comune è l'esempio di Einstein e Newton. La domanda è: cosa sapeva Newton e tutti dopo di lui per 200 anni, non 5 anni, non 10, per 200 anni? Newton, la sua teoria spiegava tutto quello che riguardava la forza di gravità. Una delle assunzioni di Newton è che lo spazio era fisso. Il problema è che già a quegli anni c'erano delle lacune nei pensieri di Newton. Una di queste lacune è che le sue equazioni non si capiva bene perché l'orbita di Mercurio non era come l'orbita di tutti gli altri pianeti.

Ora, noi sappiamo che il Sole è al centro e tutti i pianeti orbitano intorno al Sole tramite un'ellisse, ma Mercurio era l'unico pianeta, stranamente, che aveva un'orbita diversa. E quindi tutti cosa pensavano? Pensavano che ci fosse un altro piccolo pianeta, che lo definivano Vulcano, che in qualche modo facesse ruotare Mercurio in un'orbita diversa. Il problema è che non esisteva questo pianeta Vulcano.

E però se tu ci pensi, com'è possibile che poi solo Einstein è arrivato con la sua teoria per dare poi una risposta a queste lacune? Quindi, come scritto qua, in questo caso possiamo fare riferimento al sistema 1 del cervello, in cui questo buco che si è creato di conoscenza viene tappato con una spiegazione plausibile, senza andare a cercare qualcosa che poteva contraddire anni di fisica e andare contro la reputazione di persone come Newton. Questo è importante: tappata con una spiegazione plausibile.

Poi arriva Einstein. Einstein era noto per la sua grande immaginazione. La cosa interessante è che lui non era un fisico ma era, ti ricordi, era un impiegato nell'ufficio brevetti di Berna. In poche parole, lui scoprì che, uno, la gravità non è una forma invisibile che attira gli oggetti come Newton, ok? Non è una forza invisibile che attira gli oggetti come Newton pensava, ma la gravità è la curvatura dello spazio. Quindi prova a pensare, lui si è immaginato che lo spazio non è fisso, ma con un oggetto così pesante come il Sole lo spazio si curva, che è fighissimo, lo spazio si curva e la gravità sono questi pianeti che girano intorno al Sole. Tramite le equazioni di Einstein si è capito perché Mercurio girava con un'orbita diversa. Possiamo mettere qua comunque l'idea principale è che l'orbita non viene mai chiusa. L'orbita in per sé gira intorno al Sole. Ora è difficile da spiegare ma se tu lo guardi visualmente, riesci a capire esattamente cosa sto dicendo.

La cosa che volevo anche dirti, che ho scritto prima, è che tu prima hai detto l'unico modo per capire su cosa lavorare è lavorare, quindi fare qualcosa. E Paul qua scrive, probabilmente qualche volta sbaglierete, ma va bene così, è bene conoscere più cose. Alcune delle più grandi scoperte vengono fatte notando le connessioni tra campi diversi. E qua cosa mi viene in mente? C'è una persona che mi viene in mente, che è Darwin. Beh, lui è un esempio, uno, di seguire i propri interessi, due, che le più grandi scoperte vengono fatte da persone che notano connessioni tra campi diversi. Prima di Darwin, cosa pensavano le persone se la domanda è perché gli animali sono fatti così? Perché Dio li ha creati così?

07 Darwin e Malthus: Le Grandi Scoperte Nascono dalle Connessioni Tra Campi Diversi

Francesco

Quindi gli animali sono così perché sono stati creati da Dio così.

Marco

Poi arriva Darwin, che in quel momento per cinque anni viaggiava intorno al mondo. Arriva alle cosiddette, che se non è questo te lo ricordi, le isole Galapagos e trova dei piccoli uccelli che si chiamano fringuelli. E cosa nota in quest'isola? Che ci sono 13 specie diverse di fringuelli, ognuno con un becco diverso. E la domanda è, com'è possibile che ci sia lo stesso uccello ma specie diverse, quindi con caratteristiche diverse?

Quindi poi torna da questo lungo viaggio, siamo nel 1838, due anni dopo che Darwin è tornato da questo viaggio, e in quel mese prende in mano un libro. Lui lo dice, prende un libro per caso, non per lavoro, e qua vediamo la connessione tra campi diversi, quello che Paul diceva prima. Prende questo libro di questo economista inglese che 40 anni prima che Darwin prendesse in mano questo libro, lui pubblicò questo saggio sul principio della popolazione, ovvero la sua idea è che la popolazione cresce in modo geometrico, il cibo in modo aritmetico.

Cosa vuol dire? Vuol dire che tu prova a immaginare una famiglia. Questa famiglia ha quattro figli, questi quattro figli hanno dei figli, questi quattro figli hanno dei figli, quindi la popolazione cresce in un modo esponenziale, mentre il cibo non può crescere in modo esponenziale. Quindi la sua conclusione, questo è interessante, la popolazione umana crescerà sempre più velocemente di quanto la Terra possa sfamare e quindi ci sarà sempre fame, malattia e guerra e non tutti potranno sopravvivere.

Francesco

Però lui non aveva previsto l'innovazione.

Marco

Esatto. Però cosa vede Darwin in questo? Perché ridi?

Francesco

Perché lo studiate per microeconomia. E c'era l'esempio in cui lui non aveva previsto l'innovazione delle macchine.

Marco

Aspetta, qua racconta nella sua autobiografia: nell'ottobre del 1838 mi capitò di leggere per diletto il libro di Malthus sulla popolazione. Ed essendo ben preparato da apprezzare la lotta per l'esistenza che ovunque si svolge, mi colpì immediatamente che in queste circostanze le variazioni favorevoli tenderebbero ad essere preservate e quelle sfavorevoli ad essere distrutte. Il risultato di ciò sarebbe la formazione di nuove specie. Ecco allora che avevo finalmente una teoria su cui lavorare.

Quindi, in poche parole, Darwin prese un'idea astratta di Thomas, ovvero che le risorse non bastano mai per tutti e quindi c'è sempre una lotta per la sopravvivenza. E Darwin pensò che questo vale non solo per gli uomini, ma anche per gli animali. Chi ha una caratteristica più vantaggiosa per sopravvivere, trovare cibo, evitare predatori, sopportare il freddo, vivrà più a lungo e avrà più figli.

08 Le Tre Motivazioni Che Ci Fanno Lavorare Sodo

Francesco

Quindi dopo che Paul fa questo esempio della connessione tra diverse conoscenze, il prossimo passaggio che forse sembra così scontato ma secondo me è importante perché come al solito Paul l'analizza in profondità, è lavorare sodo. Però, che cosa è che ci spinge a lavorare sodo? Come dicevamo prima, è la curiosità e quindi l'interesse. Quindi lui scrive, l'interesse vi spingerà a lavorare più duramente di quanto possa fare la semplice diligenza.

Quindi se io faccio qualcosa perché devo farlo, quindi per esempio studiare, ok? E io studio perché voglio andare bene a scuola e voglio buoni voti, bene, io sono diligente. Ma dall'altro lato il mio interesse per fare qualsiasi altra cosa è molto più potente della semplice diligenza, quindi della semplice voglia di fare qualcosa fatto bene. E quindi le tre motivazioni che ci spingono a lavorare sodo sono tre: la curiosità, il piacere e il desiderio di fare qualcosa di straordinario. E poi lui scrive, a volte queste tre motivazioni convergono e formano una combinazione che è la più potente di tutte.

Marco

E naturalmente abbiamo sempre la curiosità come motore principale.

Francesco

Quindi la curiosità, quindi la voglia di conoscere, il piacere, quindi non solo la diligenza, ma il piacere, il fatto di trovarsi bene nel fare qualcosa, e poi il desiderio di fare qualcosa di straordinario.

Marco

E come hai detto te è importante, questo qua lo ripetiamo perché per me è importante, è importante essere interessati a quello che fai perché vi spingerà a lavorare più duramente di quanto possa fare la semplice diligenza. Approfondiamo questo poi, su cosa lavorare. E infatti poi continuo.

09 Quando l'Ambizione Viene Prima Dell'Interesse (E Perché Diventa Paralizzante)

Francesco

Parliamo un po' di più di quella complicata questione, cioè capire su cosa lavorare. E qua scrive che il motivo principale per cui è difficile capire su cosa lavorare è perché in realtà non sappiamo come sia lavorare su qualcosa, perché l'unico modo per capire com'è un lavoro è svolgendo quel lavoro. Quindi anche un ragazzo giovane non ha abbastanza referenze per poter dire amo questo, non amo questo, questo non mi piace, preferisco fare quest'altro.

La natura dell'ambizione aggrava questo problema, quindi il fatto di non sapere come siano gli altri lavori perché non si hanno referenze. L'ambizione si presenta in due forme: una che precede l'interesse per il soggetto e una che nasce da esso. La maggior parte delle persone che realizzano opere di grande rilievo hanno un mix di queste due forme, quindi non solo la prima o solo la seconda, un mix. Quando si ha la prima [?], tanto più difficile sarà decidere cosa fare.

Marco

Se l'ambizione, questa è la mia interpretazione, se l'ambizione precede l'interesse è difficile scegliere su cosa fare perché ti chiedi sempre: se sei una persona ambiziosa e ti chiedi sempre, ma se scelgo A farò qualcosa di grande, se scelgo B farò qualcosa di grande, e quindi sei paralizzato perché l'ambizione precede l'interesse. Non sei veramente interessato a niente però sei ambizioso.

L'altro esempio è se l'ambizione nasce dall'interesse. L'esempio che mi sono scritto è quello di Armani. Lì l'ambizione è nata dall'interesse per la moda. Quindi nel secondo caso hai già trovato una strada. Tu quello che devi fare è andare avanti su quella strada. Ma prima se non hai nessuna strada ma sei ambizioso è difficile scegliere quale strada.

E qua ho scritto, quindi la maggior parte delle persone hanno comunque un mix di entrambe le cose. Il problema è quando si ha troppo della prima e poco della seconda. Perché l'ambizione senza nessun tipo di strada è paralizzante, ma l'ambizione senza alcun interesse per quello che fai è anche insufficiente, capito? Quindi le persone, secondo Paul, che fanno grandi cose hanno un mix di tutte queste cose.

10 La Critica di Paul Graham al Sistema Educativo

Francesco

A questo punto quasi scaglia l'odio di Paul per il sistema educativo, e lui scrive: i sistemi educativi della maggior parte dei paesi fingono che sia facile. Quindi quello di cui parlavamo prima dell'ambizione. Si aspettano che ci si impegni in un campo molto prima di sapere come sia realmente. E di conseguenza una persona ambiziosa su una traiettoria ottimale viene spesso letta dal sistema come un caso di fallimento.

Sarebbe meglio, molto meglio, se almeno lo ammettessero, se ammettessero che il sistema non solo non può fare molto per aiutarvi a capire su cosa lavorare, ma è stato progettato partendo dal presupposto che in qualche modo lo indovinerete, magicamente, da adolescenti. Non ve lo dicono, ma ve lo dico io. Quando si tratta di capire su cosa lavorare, siete soli. Alcuni sono fortunati e indovinano, ma gli altri si ritroveranno a percorrere in diagonale i binari che sono stati tracciati partendo dal presupposto che tutti lo facciano.

Quando ho finito di leggere questo paragrafo, mi è venuta in mente una domanda, che è esattamente la domanda che fa ora Paul: cosa fare se si è giovani e ambiziosi ma non si sa su cosa lavorare? Quello che non dovete fare è andare alla deriva pensando che il problema si risolva da solo. Perché? Guess what? Non si risolve da solo. Dovete agire.

Quando si leggono le... ecco, quello è esattamente quello che stiamo facendo noi. Quando si leggono le biografie di persone che hanno fatto un grande lavoro, è sorprendente quanto la fortuna sia coinvolta. E questo è esattamente quello di cui parlava Samantha, quindi riconoscere alla fortuna il giusto peso. Esatto. Scoprono su cosa lavorare grazie a un incontro casuale o leggendo un libro, quindi i casi di Darwin come prima, che gli capita di prendere in mano. Perciò dovete rendervi un grande bersaglio per la fortuna. E il modo per farlo è essere curiosi. E io aggiungo: essere anche sempre pronti. Provate molte cose, incontrate molte persone, leggete molti libri, fate molte domande.

Marco

In caso di dubbio, ottimizzate per l'interesse. Di nuovo, sempre queste due parole, curiosità e interesse.

Francesco

Anche perché i campi cambiano, infatti lui qua scrive, quello che fanno i matematici, per esempio, è completamente diverso da quello che si fa nelle lezioni di matematica alle superiori.

Marco

E quindi una cosa che mi è venuta subito in mente è che alle superiori o comunque all'università tu studi la matematica per fare un esame, ma se invece quello che la matematica e la fisica ti può portare a fare la vera realtà è magari avere una vita avventurosa come Samantha l'ha avuta e la sta avendo perché ha seguito una strada che è affascinante, e sa la matematica, sa la fisica, però viene applicata per vivere una vita interessante, non per fare un esame. Non so se mi spiego. Se uno mi dicesse studi la matematica e la fisica perché sono due strumenti che ti possono portare ad avere una vita super avventurosa.

Francesco

Lo faresti. Invece di fare un esame per un voto.

Marco

Ma un campo dovrebbe diventare sempre più interessante man mano che si impara a conoscere meglio. In caso contrario probabilmente non fa per voi.

Francesco

Non preoccupatevi se scoprite di essere interessati a cose diverse da quelle altrui. Quanto più strani sono i vostri gusti, infatti gli interessi, tanto meglio è. È un segnale che indica che siete adatti a un certo tipo di lavoro, è quando vi piacciono anche le parti che gli altri trovano noiose e spaventose.

Marco

Quello che mi è venuto in mente, e che Paul mi sembra che ne parli probabilmente in altre sei [?], è che un programmatore che ama quello che fa ama anche la parte più insidiosa che è il debugging. Quindi andare a vedere dov'è il codice.

Francesco

Quindi rivedere tutto quanto è il codice. Esatto. A trovare il bug.

11 "Scratch Your Own Itch": Costruite Qualcosa Che Voi Stessi Volete

Marco

Bene, poi qua scrive, continua e scrive, questa è importante: ma i settori non sono persone, non si deve loro alcuna fedeltà. Durante il lavoro su una cosa, se ne scoprite un'altra più stimolante, non abbiate paura di cambiare. Questo è importante, me lo sono scritto oggi: i settori non sono persone, non devi loro alcuna fedeltà.

Francesco

Invece di creare ciò che vogliono, cercano di creare ciò che vuole un pubblico immaginario e più sofisticato. E una volta imboccata questa strada, si è perduti.

Marco

Ok, questo qua però fa riferimento a creare un prodotto. Qua scrive: se state creando qualcosa per il pubblico, assicuratevi che si tratti di qualcosa che il pubblico vuole davvero. Il modo migliore per farlo è creare qualcosa che voi stessi volete. Scrivete la storia che vorreste leggere. Costruite lo strumento che vorreste usare. Poiché i vostri amici hanno probabilmente interessi simili, questo vi permetterà di ottenere il vostro pubblico iniziale.

Questo dovrebbe derivare dalla regola dell'interesse. Ovviamente la storia più eccitante da scrivere sarà quella che si vuole leggere. Il motivo per cui cito questo caso è che molte persone sbagliano. Invece di creare ciò che vogliono cercano di creare ciò che vuole un pubblico immaginario e più sofisticato, e una volta imboccata questa strada si è perduti. Questo è molto importante perché come fai a sapere i bisogni e i needs di un pubblico immaginario?

Che lui intende è che devi partire dal, in inglese viene definito scratch your own itch, che in italiano può essere tradotto con "grattati il tuo prurito". E qua la prima cosa che mi è venuta in mente è una parte di un libro che si chiama Rework di Jason Fried e David Heinemeier Hansson, non la pronuncio correttamente, comunque sono i due fondatori di un software che si chiama Basecamp and Hey. Hey è un'e-mail e Basecamp è un software di management. E comunque hanno scritto questo libro, mi piacciono molto come pensano, come scrivono, e hanno questa parte del libro che è intitolata "Scratch Your Own Itch", esattamente quello che Paul fa riferimento, ovvero creare qualcosa che voi stessi volete.

E qua nel libro c'è scritto, questo è bello: il modo più semplice e diretto per creare un grande prodotto o servizio è fare qualcosa che tu vuoi fare. Questo ti permette di progettare partendo da ciò che conosci e capirai immediatamente se quello che stai facendo è buono o no. Nella nostra compagnia costruiamo prodotti di cui abbiamo bisogno noi per gestire la nostra attività. Quando costruisci un prodotto o un servizio, prendi centinaia di piccole decisioni ogni giorno. Se stai risolvendo il problema di qualcun altro, brancoli nel buio. Quando risolvi il tuo problema, si accende la luce. E sai esattamente qual era la risposta giusta.

Un esempio? James Dyson. Si è grattato il suo prurito. Mentre passava l'aspirapolvere in casa, si rese conto che il suo aspirapolvere a sacchetto perdeva continuamente potenza di aspirazione. Quindi non era un problema immaginario per un'altra persona, era un problema che lui aveva e quindi ha cercato di risolverlo per lui.

Quindi, aspetta ho scritto ancora: queste persone si sono grattate il loro prurito, e hanno scoperto un mercato enorme di persone che avevano esattamente il loro stesso bisogno. È così che dovresti farlo anche tu. Quando costruisci ciò che tu hai bisogno puoi valutare la qualità di quello che fai in modo rapido e diretto. Soprattutto questo approccio di risolvere il tuo problema ti permette di innamorarti di quello che stai facendo. Conosci il problema e il valore della soluzione in modo intimo. Non c'è niente che possa sostituire questo. Dopotutto ci lavorerai, si spera per anni, forse per tutta la vita. Deve essere qualcosa che ti sta davvero a cuore.

12 Le Forze Che Vi Portano Fuori Strada

Francesco

Quindi, fino adesso abbiamo parlato di cercare di capire su cosa lavorare. Ma non è così facile. Perché lui scrive, oltre alla difficoltà di capire su cosa lavorare, ci sono moltissime forze che vi porteranno fuori strada: la pretenziosità, la moda, la paura, il denaro, la politica, i desideri altrui e gli impostori. Ma se vi attenete a ciò che trovate veramente interessante, sarete a prova di tutti loro. Se siete interessati, non siete fuori strada. Questa è bellissima.

Marco

Seguire i propri interessi può sembrare una strategia piuttosto passiva, ma di solito significa seguirli superando ogni sorta di ostacoli. Di solito bisogna rischiare il rifiuto e il fallimento, quindi ci vuole una buona dose di audacia. Ma se da un lato è necessaria l'audacia, dall'altro non c'è bisogno di molta pianificazione. Questo è anche interessante.

Nella maggior parte dei casi la ricetta per fare un lavoro grandioso è semplicemente lavorare sodo su progetti ambiziosi e stimolanti e ne verrà fuori qualcosa di buono. Il problema della pianificazione è che funziona solo per risultati che si possono descrivere in anticipo. Si può vincere una medaglia d'oro o diventare ricchi decidendo di farlo da bambini, ma questo non funziona ad esempio con la selezione naturale.

Francesco

A riguardo alla pianificazione, io ho scritto nei miei appunti: quando sei alle medie, devi avere già scelto il liceo. Quando sei al liceo, devi già sapere qual è l'università. Quando sei all'università, devi già sapere cosa fare dopo. Quando hai scelto cosa fare dopo, che sei un master, devi già sapere cosa fare dopo il master, quindi dove lavorare e cosa fare della tua vita. E io qua ho scritto: fatemi fare un passo alla volta, è proprio facendo un passo alla volta che si fanno grandi passi in avanti, miglioramenti, progressi e quindi grandi cose.

13 Perché Non Si Può Pianificare una Grande Scoperta: La Storia di Alexander Fleming

Marco

Poi lui scrive: la strategia giusta è quella di non pianificare troppo. In ogni fase si fa ciò che sembra più interessante e che offre le migliori opzioni per il futuro. Offre, bellissimo questo, offre le migliori opzioni per il futuro. Questo approach lo chiamo rimanere controvento.

Francesco

Però secondo me una volta che hai trovato qualcosa di entusiasmante su cui lavorare comunque la pianificazione è importante. Sì. Cioè quello che stiamo facendo noi ora, se non avessimo pianificazione, quindi quando registrare, cosa leggere. Esatto, bravo bravo bravo.

Marco

Ma questo funziona per cose che sai già in anticipo. Se vuoi pianificare un video che vuoi fare, questo lo puoi pianificare perché sai gli step. Ma se vuoi pianificare una grande scoperta o un grande lavoro non lo puoi pianificare.

Un esempio che mi sono qua scritto che è bellissimo, la storia di Alexander Fleming perché con la penicillina ha salvato milioni e milioni e milioni di persone. Questo è un episodio che anche dobbiamo fare. Lo sai come ha scoperto la penicillina? Alexander Fleming era un batteriologo che stava cercando di capire come il corpo umano combatte le infezioni dall'interno e praticamente a 46 anni, prima di andare in vacanza in Scozia, lascia una piastra di Petri, viene chiamata così, che è semplicemente una piastra dove poi si mette un liquido gelatinoso e in questo liquido poi ci si mettono alcuni batteri e se si lasciano in un posto caldo i batteri si moltiplicano e formano delle piccole macchie visibili a occhio nudo che si chiamano colonie.

Cosa succede? Non so come sia possibile, ma di solito tutte queste piastrine di Petri devono essere messe dentro un incubatore, incubatrice, perché lì la temperatura è costante, quindi è calda e quindi i batteri si riproducono molto più velocemente. Però lascia una piastrina sul balcone, lì. Non so perché la lascia lì, comunque lì il problema è che la temperatura può variare perché non è dentro l'incubatrice, può essere calda, può essere fredda o calda, e quindi la crescita di questi batteri può diventare imprevedibile.

Poi cosa succede? Questa è interessantissima. Lui è in vacanza in Scozia e al secondo piano del laboratorio viene studiata la muffa. E cosa succede? Che le spore delle muffe, sono dei piccoli super invisibili semi che viaggiano nell'aria, probabilmente sono state trasportate dal secondo piano al piano dove c'era questa piastrina di Petri.

E cosa, poi cosa succede? Fleming dopo le vacanze arriva a questa piastrina che l'ha lasciata sul balcone e vede qualcosa di molto strano, ovvero la piastrina, la piastra era punteggiata di colonie di batteri. Tranne, quindi proviamo già una piastra così, una piastra così, punteggiata di batteri, e poi una piccola parte, un cerchio dove c'era la muffa, intorno a questo cerchio non c'era nessun tipo di batterio. La muffa che era atterrata sulla piastra apparteneva al genere Penicillium, l'accudie [?] nel nome penicillina. Questo tipo di muffa, per difendersi dai batteri dell'ambiente naturale, produce una sostanza chimica. Questa sostanza attacca le pareti cellulari dei batteri e li distrugge.

Durante il premio Nobel disse queste parole, ovvero: quando mi svegliai poco dopo l'alba del 28 settembre 1928, di certo non avevo intenzione di rivoluzionare tutta la medicina scoprendo il primo, primo antibiotico al mondo o killer di batteri, ma suppongo che sia esattamente quello che feci.

Quindi torniamo alla frase importantissima. Il problema della pianificazione, lui non poteva pianificare la scoperta della penicillina. Quindi il problema della pianificazione è che funziona solo per risultati che si possono descrivere in anticipo.

14 Le Due Forme di Procrastinazione (E Quale È la Più Pericolosa)

Francesco

E lui continua: anche quando avrete trovato qualcosa di entusiasmante su cui lavorare, non è per nulla semplice farlo. Ci saranno volte in cui una nuova idea vi farà balzare dal letto la mattina e mettervi subito al lavoro, ma ci saranno anche molte volte in cui le cose non andranno così. Non basta spiegare le vele e farsi trasportare dall'ispirazione. Ci sono venti contrari, correnti e secche nascoste. Quindi c'è una tecnica per lavorare proprio come per navigare. Per esempio...

Pur dovendo lavorare sodo, è possibile lavorare troppo e se lo si fa ci si accorge di avere rendimenti decrescenti. La stanchezza rende stupidi e alla fine danneggia anche la salute. Probabilmente sarà per voi molto più difficile iniziare a lavorare che continuare a farlo. Infatti lui scrive: il lavoro ha una sorta di energia di attivazione. E questo è vero. Prima di iniziare a fare qualcosa, sei spento, non c'hai voglia. Poi appena inizi ed entri nel flow, sembra quasi che tu possa continuare per sempre, senza fermarti.

Cercate comunque, non importa cosa, di portare a termine ciò che iniziate, anche se si rivela più impegnativo del previsto. Finire le cose non è solo un esercizio di ordine o di disciplina. In molti progetti buona parte dell'opera migliore si svolge in quella che doveva essere la fase finale, e questa è la cosa più vera del mondo.

Marco

Quando sono riluttante a iniziare il lavoro al mattino spesso mi dico: leggerò solo quello che ho fatto finora, per cinque minuti. Dopo cinque minuti entri nel flow e continui.

Francesco

E questo è un processo di attivazione. Tu hai detto iniziare il lavoro. E lui scrive, questo è bellissimo: esistono due modi di avviare il lavoro, al giorno e a progetto. Ed esistono anche due forme di procrastinazione. La procrastinazione per il progetto è di gran lunga la più pericolosa. Si rimanda di anno in anno l'avvio di qualche progetto ambizioso perché non è il momento giusto, non ho tempo, sono stanco, altre cose. Migliaia di cose da fare, e quando si procrastina in unità di anni si rischia di non fare al molto, quindi di non avviare mai quel determinato progetto. Uno dei motivi per cui la procrastinazione per progetto è così pericolosa è che di solito si camuffa da lavoro.

Marco

Ma anche la procrastinazione per il progetto. E anche tu hai un progetto ma invece di fare quello fai qualcos'altro. In molti casi ad esempio leggere più informazioni perché non so abbastanza quindi devo conoscere di più, studiare di più, guardare più tutorial, leggere di più. Quella secondo me è procrastinazione per progetto perché invece di fare quello che devi fare non fai quella cosa lì, però sembra che stai lavorando.

Francesco

Ma in realtà non lo stai facendo. E il modo per sconfiggerla, quindi la procrastinazione, è fermarsi di tanto in tanto e chiedersi: sto lavorando a ciò che più desidero? Sembra una domanda sciocca, però non lo è. E poi fa una riflessione che secondo me è super interessante. Quando sei giovane va bene se a volte la risposta è no. Più o meno, io aggiungerei. Ma questo diventa sempre più pericoloso con l'avanzare dell'età. Per il semplice fatto che siamo a corto di tempo.

15 Il Lavoro Costante e La Crescita Esponenziale Che Non Vediamo

Marco

Siamo a corto di tempo, sì.

Francesco

Ecco, è esattamente qua che lui fa la riflessione sul tempo che è bellissima. Un'opera di grande qualità di solito comporta la necessità di dedicare a un problema una quantità di tempo che alla maggior parte delle persone sembrerebbe irragionevole. Così è bellissimo, cioè io dedico ore, ore, ore, settimane, mesi a un progetto e quella quantità di tempo che io dedico a quel progetto a qualsiasi altra persona è impensabile. Sei scemo che dedichi così tanto tempo a quel progetto.

E non si può pensare a questo tempo come a un costo o sembrerà troppo alto. Dovete trovare il lavoro sufficientemente coinvolgente mentre si svolge. E poi parla del tempo. E il tempo sembra infinito. Non lo è. E una volta parlavamo appunto sul tempo, tu mi spiegavi che io tecnicamente sono più ricco di te, per il semplice fatto che ho più tempo. E ci possono essere lavori in cui si deve, questo è bello, in cui si deve lavorare diligentemente per anni a cose che si odiano, prima di arrivare a trovare qualcosa che davvero si ama.

Marco

Però non è così che avviene un lavoro straordinario, perché un lavoro eccellente si ottiene concentrandosi costantemente su qualcosa a cui si è veramente interessati. E questo è bello: quando ci si ferma per fare un bilancio ci si sorprende di quanta strada si è fatta.

Francesco

Il motivo per cui ci sorprendiamo è che sottovalutiamo l'effetto cumulativo del lavoro. Scrivere una pagina al giorno non sembra molto, ma se lo fate ogni giorno per anni, scriverete libri. Questa è la chiave, la costanza. Quindi essere costanti. Le persone che fanno grandi cose non fanno molto ogni giorno, fanno qualcosa piuttosto che niente ogni giorno. Quindi anche il lavoro ha il suo compounding. Quindi se tu guardi il grafico del lavoro all'inizio sembra lineare ma poi in realtà cresce esponenzialmente. E infatti poi lui scrive, esattamente, se svolgete un lavoro che si accumula otterrete una crescita esponenziale.

Marco

E l'apprendimento è uno di quelli ad esempio. Più si impara a conoscere qualcosa più è facile imparare di più.

Francesco

Io ho anticipato quello che lui scrive. Il problema della crescita esponenziale è, come dicevo prima, se tu guardi la curva, il problema è che all'inizio la curva è piatta, quindi ti sembra di non star facendo nessun progresso, di stare lavorando a vuoto. Ma non è così, perché è una curva esponenziale. Ma appunto non riusciamo a coglierlo subito perché inizialmente vediamo solo l'inizio di quella curva, quindi la linea retta, che sembra non muoversi, senza nessun progresso.

16 Perché Puntare in Alto È Più Facile Che Essere Solo Bravi

Marco

Però quello che cresce in modo esponenziale può diventare così importante che ne vale la pena fare uno sforzo, anche se non lo sai se cresce, crescerà in modo esponenziale.

Francesco

E infatti lui scrive, se le persone si rendessero davvero conto di poter investire nella crescita esponenziale, lo farebbero in molti. Ecco, e poi fa una riflessione che secondo me si ricollega all'ambizione, quindi la voglia di essere i migliori. Io ambisco a essere il migliore, ma non è tanto importante il fatto che arriverò un giorno a essere il numero uno. Infatti lui scrive, è questo il vostro obiettivo? Perché se non cercate gli esseri migliori non sarete nemmeno bravi. Quindi di nuovo, l'importante non è essere il numero uno, l'importante è ambire a essere il numero uno.

Marco

Però qua scrive: l'ambizione è un fenomeno in cui quasi tutti gli errori sono in una sola direzione, in cui quasi tutti i proiettili che mancano al bersaglio lo mancano per difetto, ovvero che mancano al bersaglio perché arrivano troppo corti, non perché vanno troppo lontano. Quindi questa metafora significa, per me, perché le persone non falliscono perché puntano troppo in alto, ma perché puntano troppo in basso.

Francesco

E infatti, sebbene possa sembrare un fardello riscriverlo [?], quindi è estremamente difficile cercare di essere i migliori, alla fine si finisce per essere nettamente superiori. Per certi versi è molto più facile cercare di essere i migliori che cercare semplicemente di essere bravi. Come lo interpreti te questo? Quello che ti ho detto prima, quindi il fatto che io punto a essere il migliore perché voglio essere il numero uno. Anche se non arrivo a essere il numero uno, non importa, ma già solo il fatto di ambire a essere il migliore mi porta molto più avanti di quanto mi avrebbe portato ambire semplicemente a essere bravo, essere sulla soglia del galleggiamento, diciamo. Ecco, io qua sono andato tanto avanti e sono arrivato...

Marco

Aspetta, questa è bella. Un modo per puntare in alto è cercare di creare qualcosa in cui la gente si interessi tra 300 anni. Non perché le loro opinioni sono più importanti dei vostri contemporanei, ma perché è più probabile che qualcosa che sembri ancora valido tra 100 anni sia veramente valido. Non so quanto si possa applicare a ogni persona, nel senso creare qualcosa che possa durare per 100 anni, però l'idea di creare un qualcosa che non cambia. Sempre gli esempi di Jason Fried, chiamalo Jason, non so come si pronuncia il cognome. Comunque nel caso di Jason un esempio che mi viene in mente è che ha incontrato Jeff Bezos, è un consiglio che Jeff gli ha dato, è di concentrarsi su cosa non cambia. Nel senso tra dieci anni, tra vent'anni, nessuno dirà non voglio più che i miei pacchi arrivino il giorno dopo. Quindi concentrarsi su qualcosa che non cambia in futuro.

17 L'Ottimismo Come Vantaggio per Chi Vuole Fare un Lavoro Eccellente

Francesco

Paul parla anche del ruolo di essere ottimisti, del vantaggio che ha essere ottimisti. Perché scrive: ci possono essere lavori in cui è un vantaggio essere cinici e pessimisti, ma se si vuole fare un gran bel lavoro è un vantaggio essere ottimisti, anche se questo significa che a volte si rischia di sembrare stupidi e sciocchi. Potresti dover buttare via le cose e rifarle. Questo è verissimo. Non necessariamente dovrete farlo, ma dovrete essere disposti a farlo.

Quindi anche se io dedico ore e ore a un progetto o a fare qualcosa e poi alla fine il risultato non è ottimale, ma io mi convinco che è ottimale proprio perché ci ho lavorato tantissimo tempo e il mio cervello non vuole farmi sprecare altri 18 miliardi di ore per rifare tutto da capo. E questo, quindi disposti a ricominciare, può richiedere un certo sforzo. Quando c'è qualcosa da rifare, il pregiudizio dello status quo e la pigrizia si combinano per farvi negare l'idea. Quindi quello che dicevo prima. Per sconfiggere questo problema chiedetevi: se avessi già fatto il cambiamento, vorrei tornare a quello che ho ora? Abbiate la fiducia di tagliare. Non tenete qualcosa che non va bene solo perché ne siete orgogliosi o perché vi è costato moltissima fatica per farlo. Ecco, quindi abbiamo parlato di curiosità, di interesse, di ambizioni, di ottimismo.

Marco

Però prima di andare avanti, torniamo indietro, che tu non hai parlato, non abbiamo parlato della tentazione di essere qualcun altro quando sei giovane.

Francesco

Mai.

Marco

I giovani spesso si sentono delle nullità, ma non bisogna mai preoccuparsi di questo problema. Perché si risolve se si lavora a progetti ambiziosi. Se tu lavori a un progetto ambizioso e ci riesci, diventi la persona che ci è riuscita. In questo caso la tua reputazione si fa da sé. Quindi basta fare il lavoro e la vostra identità si prenderà cura da sé.

18 "L'Originalità Non È un Processo, È un'Abitudine Mentale"

Francesco

Cioè è la parte in cui parla del processo creativo. Non mi è mai piaciuto il termine processo creativo. L'originalità non è un processo, ma un'abitudine mentale. I pensatori originali lanciano nuove idee su qualsiasi cosa su cui si concentrano, come una smerigliatrice che sprizza scintille, non possono farne a meno. E poi, io qua ho segnato questa davvero bella. Non so se sia possibile coltivare l'originalità, ma sicuramente ci sono modi per sfruttare al meglio la qualità che si ha a disposizione. Per esempio, è molto più probabile avere idee originali quando si sta lavorando a qualcosa.

Quindi di nuovo, le idee originali non nascono dal tentativo di avere idee originali fino a se stesse. Vengono dal tentativo di costruire o capire qualcosa di leggermente troppo difficile. Leggermente troppo difficile. Quindi le idee originali non arrivano così per caso perché tu le stai aspettando, ma è perché stai lavorando su qualcosa e sei talmente concentrato e sei talmente immerso che prima o poi nel tentativo di costruire qualcosa di grandioso risolvendo questo progetto, arrivano le idee originali. Un po' come appunto le opportunità e la fortuna non arrivano a chi è seduto ad aspettarle, ma è chi si trova pronto quando l'opportunità si presenta.

Quindi, per esempio, tornando al caso di Samantha, che lei si allena per mesi, anni, per fare un'EVA, quindi attività extravehicolare. Nella prima missione non la fa, ma nella seconda missione, quando le è arrivata l'opportunità di fare l'EVA, se lei non fosse stata pronta, la fortuna che gli ha di nuovo posto l'opportunità di fare l'EVA, lei non avrebbe potuto farla proprio perché non si sarebbe allenata e quindi non sarebbe stata pronta. Quindi tutto il tempo che lei ha speso prima magari non è arrivato nel momento in cui lei se lo aspettava, però è arrivato.

Ecco un altro passaggio che mi ha colpito è l'altra cosa necessaria, è la volontà di infrangere le regole, quindi di nuovo contro il sistema. Per quanto possa sembrare paradossale, se si vuole correggere il proprio modello del mondo, è utile essere il tipo di persona che si sente a proprio agio nell'infrangere le regole.

Marco

E questo è verissimo.

Francesco

Pochi comprendono il grado di violazione delle regole richiesto. Perché le nuove idee sembrano molto più conservatrici una volta che hanno successo. Quindi una nuova idea che prima sembra rivoluzionaria, quando poi ha successo sembra in realtà normale, che ci sia sempre stata. Ecco, non so se sia qua che lui lo scrive, però io me lo sono segnato. Comunque è appunto Copernico. Prima si pensava che fossero i pianeti e il Sole a girare intorno alla Terra, ma in realtà appunto è il Sole che è al centro e i pianeti e la Terra che girano intorno. Quindi quando viene presentata la teoria secondo cui in realtà il Sole è al centro, nessuno ci credeva, è impossibile, sei sciocco, sei stupido. Oggi quella idea è conservatrice, quando in realtà prima l'idea conservatrice era che la Terra fosse al centro. Esatto. E infatti lui scrive, in effetti, se ci pensate, una buona idea deve sembrare cattiva alla maggior parte delle persone, altrimenti qualcuno l'avrebbe già esplorata.

Marco

E come si fa a riconoscerle? Non è possibile con certezza. Quindi, spesso le idee che sembrano cattive sono cattive, ma le idee che sono del giusto tipo di follia tendono a essere eccitanti, ricche di implicazioni, mentre le idee che sono semplicemente cattive tendono a essere deprimenti.

19 Perché Gli Outsider Fanno le Scoperte: Marchionne e l'Indipendenza dalle Regole

Francesco

E qua c'è un altro pezzo bellissimo che si collega con Marchionne perché lui scrive: l'altro modo per infrangere le regole è quello di non preoccuparsi di esse, semmai non sapere che esistono. È per questo che i novizi e gli outsider spesso fanno nuove scoperte. La loro ignoranza dei presupposti di un campo specifico agisce come fonte di una temporanea indipendenza passiva.

Quindi outsider, di nuovo, perché si riferisce a Marchionne qua? Perché Marchionne era un outsider, quindi non sapeva tutti i legami tra la Fiat e la politica e l'importanza e il peso che la politica aveva sulle decisioni aziendali della Fiat. Lui se ne frega altamente.

Uno dei motivi per cui le persone sono più conservatrici nella scelta dei problemi rispetto alle soluzioni è che i problemi sono una scommessa molto più grande. Un problema potrebbe occuparvi per anni, mentre l'esplorazione di una soluzione potrebbe richiedere solo pochi giorni. E questo è verissimo.

20 I Problemi Fuori Moda e le Domande Come Scoperte Parziali

Marco

Anche questo è interessante. Tuttavia credo che la maggior parte delle persone sia troppo conservatrice. Non rispondono solo al rischio ma anche alla moda. I problemi fuori moda sono sottovalutati. I problemi fuori moda sono sottovalutati. Bella.

Uno dei più interessanti problemi fuori moda è quello che si pensa sia stato esplorato a fondo ma non è così. Le grandi opere spesso prendono qualcosa che già esiste e ne mostrano il potenziale latente. Quindi, se siete interessati a un campo che gli altri ritengono esaurito, non lasciatevi scoraggiare dal loro scetticismo. Spesso le persone si sbagliano. Lavorare su un problema fuori moda può essere molto piacevole. Non c'è clamore o fretta.

Poi scrive: come si fa a trovarli? Lasciando che la curiosità abbia sopravvento. Sempre curiosità. E mettendo a tacere almeno temporaneamente la vocina nella vostra testa che vi dice che dovreste lavorare solo su problemi importanti. Questa secondo me è anche una delle frasi più belle: lasciate tacere la vocina che vi dice che dovreste lavorare solo su problemi importanti.

Francesco

E quindi, questa è un'altra domanda che è Paul pone che mi ha fatto pensare: se doveste prendere una pausa dal lavoro serio per lavorare su qualcosa, solo perché sarebbe davvero interessante, che cosa fareste? E soprattutto, su che cosa lavorereste?

Marco

Alla fine, decidere su cosa lavorare, quindi quali problemi risolvere, è molto più importante. È in un certo senso la chiave dell'intero gioco. Pochi lo capiscono. Uno dei maggiori equivoci sulle nuove idee riguarda il rapporto tra domanda e risposta. Si pensa che le grandi idee siano risposte, ma spesso la vera intuizione era nella domanda.

Ah, qua di nuovo una frecciatina alle scuole. Una parte della ragione per cui sottovalutiamo le domande è il modo in cui vengono usate nelle scuole. A scuola tendono a esistere solo per poco tempo, prima di ricevere una risposta. Ma una buona domanda può essere molto di più. Una buona domanda è una scoperta parziale.

Come nascono le nuove specie? La forza che fa cadere gli oggetti sulla Terra è la stessa che mantiene i pianeti nelle loro orbite? Anche solo ponendo queste domande ci si trova già in un territorio di eccitanti novità.

Le domande senza risposta possono essere scomode da portare con sé, ma più se ne portano dietro maggiore è la possibilità di notare una soluzione. O forse, cosa ancora più eccitante, di notare che due domande senza risposta sono uguali. A volte ci si porta dietro una domanda per molto tempo. Un grande lavoro spesso nasce dal ritorno a una domanda che avete notato per la prima volta anni prima, persino durante l'infanzia, alla quale non riuscivate a smettere di pensare. Si parla molto dell'importanza di mantenere vivi i sogni giovanili, ma è altrettanto importante mantenere vive le domande giovanili.

21 I Vantaggi della Gioventù e Quelli dell'Età

Francesco

Infatti Paul scrive, è bello essere ricchi, è bello essere ricchi di domande. Anche un progetto che fallisce può essere ambizioso. Durante il lavoro avrete attraversato territori che pochi altri hanno visto o incontrato. E probabilmente non c'è fonte di domande migliori di quelle che si incontrano quando si cerca di fare qualcosa di un po' troppo difficile.

Sfruttate i vantaggi della gioventù quando li avete e quelli dell'età quando li avrete. I vantaggi della gioventù, come dicevamo prima, sono energia, tempo, ottimismo e libertà. I vantaggi dell'età sono la conoscenza, l'efficienza, il denaro e il potere. E con un po' di impegno si possono acquisire alcuni di questi ultimi da giovani e mantenere alcuni dei primi da vecchi.

Gli anziani hanno anche il vantaggio di sapere quali vantaggi hanno. I giovani spesso li hanno senza rendersene conto. Il più grande, come dicevamo prima, è probabilmente il tempo. I giovani non hanno idea di quanto siano ricchi di tempo. Il modo migliore per sfruttare questo tempo è usarlo in modi leggermente frivoli, per imparare qualcosa che non è necessario sapere, solo per curiosità, solo perché voglio, o per provare a costruire qualcosa solo perché sarebbe bello, o per diventare molto bravi in qualcosa. Trascorrete il tempo in modo generoso quando siete giovani, ma non sprecatelo semplicemente.

Il vantaggio più sottile della gioventù, e più precisamente l'inesperienza, è che si vede tutto con occhi nuovi, e quindi con occhi diversi, e quindi vedi opportunità dove altri non le vedono. Arrivate all'età adulta con la testa piena di sciocchezze, quindi cattive abitudini acquisite e cose false che vi sono state insegnate, e non sarete in grado di fare un grande lavoro finché non avrete eliminato almeno le sciocchezze che ostacolano il tipo di lavoro che volete fare.

Ecco, di nuovo. Gran parte dell'assurdità che avete in testa è stata lasciata dalle scuole. Siamo così abituati alle scuole che inconsciamente consideriamo l'andare a scuola come identico all'imparare. Molte volte andare a scuola è uguale a imparare. Però io non imparo semplicemente solo andando a scuola. Fino a quando eravate piccoli c'era un'autorità in testa alla classe che diceva a tutti voi cosa dovevate imparare e poi misurava se l'avevate fatto. Ma né le lezioni né i test sono intrinseci all'apprendimento, sono solo artefatti del modo in cui le scuole sono solitamente progettate.

Ecco qua, c'è una visione un po' paradossale: se siete ancora a scuola, provate a pensare alla vostra istruzione come un vostro progetto e ai vostri insegnanti come se lavorassero per voi e non viceversa. Può sembrare una forzatura, ma non si tratta solo di uno strano esperimento mentale, è la verità. Dal punto di vista economico, questo è vero, e nel migliore dei casi anche dal punto di vista intellettuale, gli insegnanti lavorano per voi.

E poi, ovviamente, i migliori insegnanti non vogliono essere i vostri capi, preferirebbero che voi andaste avanti usandoli come fonte di consigli, piuttosto che essere trascinati da loro attraverso il materiale. Questo è vero. Ti dicono quali sono i problemi e come risolverli. Quindi il paragone è con una semplice formula matematica, analizzando questo grafico, applicando questo procedimento. Ma poi in realtà nella vita reale non è così. Quindi nella vita reale il primo passo è capire quali sono i problemi e poi è ancora più difficile trovare una soluzione e risolverli.

Ma forse la cosa peggiore che le scuole fanno è addestrarci a vincere violando il test, ma non si può fare un grande lavoro facendo così. Lui perché parla di questo test? Perché in realtà molte volte grandi lavori in realtà derivano da cose che già esistono, quindi lui parla del fatto del copiare. Perché lui scrive, le persone che si affacciano su un campo spesso copiano il lavoro esistente, che è normale, non è solo copiare e prendere in colle, è copiare, prendere, analizzare, rielaborare, ristrutturare e ripresentare.

E infatti questo è bellissimo. Quindi prima abbiamo parlato di talento e di originalità. L'originalità è la presenza di nuove idee, non l'assenza di quelle vecchie. L'originalità è la presenza di nuove idee, ma non l'assenza di quelle vecchie.

Marco

Vuol dire che quelle vecchie contano ancora? Sono ancora parte?

Francesco

Anzi, forse sono ancora più importanti perché sono la base di un futuro lavoro. E poi le idee che tu hai creato un giorno diventeranno quelle vecchie. E infatti... c'è un modo buono e uno cattivo per copiare. Se dovete copiare qualcosa, fatelo apertamente invece che furtivamente, o peggio ancora, inconsapevolmente. Il tipo di copia veramente pericoloso è quello che viene fatto senza rendersene conto, perché non si è altro che un treno che corre sui binari tracciati da qualcun altro.

E infatti, di nuovo, le nuove scoperte spesso sono concepite inizialmente come variazioni di cose già esistenti. Quindi per esempio Einstein, ok? Con le equazioni di Maxwell oppure di Newton. Non è che ha scoperto qualcosa di nuovo? Ha preso il problema, qualcosa che già esisteva, e l'ha perfezionato risolvendo un quesito, un problema che era presente.

E quando copiate qualcosa, non copiate tutte le sue caratteristiche. Alcune di quelle caratteristiche vi renderanno ridicoli se lo farete. Le caratteristiche più facili da imitare, questa è davvero davvero bella, le caratteristiche più facili da imitare sono, con ogni probabilità, i difetti. Proprio perché sono più facili da copiare.

Quindi nel senso, se abbiamo studiato la storia di Marchionne, ok? E per esempio lui viaggia tantissimo, giorno e notte. Per esempio per un manager è facile viaggiare giorno e notte, come faceva Marchionne. Ma in realtà il fatto che Marchionne viaggiava così tanto e dedicava così tantissimo tempo al lavoro è in realtà un difetto, perché poi toglieva tempo a famiglia, amici, figli. Quindi quella caratteristica che è facile da imitare è in realtà un difetto. Mentre invece prendere una caratteristica, per esempio di Marchionne, la sua capacità di vedere il cambiamento come un'opportunità, di vedere opportunità dove tutti gli altri vedevano macerie. Quindi per esempio l'acquisto di Chrysler quando c'era la crisi del 2008, nessuno voleva spendere un centesimo, lui spende tutto quello che ha per comprare un'altra compagnia che era in fallimento. Quella caratteristica è molto più difficile da imitare, non è così facile da buttarsi come faceva Marchionne. Quindi quello non è un difetto.

22 Il Morale Come Organismo Vivente: Come Proteggerlo dalle Battute d'Arresto

Francesco

Ecco, ora lui parla un po' di motivazione, voglia di fare, e scrive: sostenete il vostro morale. È la base di tutto quando si lavora a progetti ambiziosi. Bisogna nutrirlo e proteggerlo come un organismo vivente. Il morale inizia con la vostra visione della vita. È più probabile che si faccia un ottimo lavoro se si è ottimisti. È più probabile che lo si faccia se ci si considera fortunati piuttosto che ci si considera vittime.

Quindi di nuovo, vedere la fortuna nelle parti positive rispetto alle parti negative, considerarsi vittime o sfortunati quando in realtà non lo si è. Uno degli errori più grandi che commettono le persone ambiziose è quello di lasciare che le battute d'arresto distruggano il loro morale tutte insieme, come un palloncino che scoppia. Qua io ho scritto bellissimo: potete proteggervi da questa situazione considerando esplicitamente le battute d'arresto come parte del vostro processo.

Marco

Ok, questo non l'ho capito.

Francesco

Le battute d'arresto, quindi dei fallimenti, sono in realtà parte del processo. Però il problema delle persone ambiziose è che sono talmente così ambiziose che vogliono risultati subito. E forse è tanto difficile contemplare una battuta d'arresto, quindi analizzare un fallimento non come vederlo come un enorme carro armato che ti distrugge il morale e ti butta a terra, ma come appunto parte del processo, esatto, una opportunità di crescita. Avevo letto da qualche parte che il fallimento è l'opportunità di togliere ciò che non funziona.

Ecco, anche questa è bella: non è necessariamente un cattivo segno se il lavoro è faticoso, così come non è un cattivo segno avere il fiato corto mentre si corre. Quindi nel senso, avere il fiato corto nel senso che io studiando il massimo, studiando tutto me stesso, quindi se arrivo con il fiato corto vuol dire che sono stanco, che ho fatto tanto. Quindi mentre se arrivo che sono ancora tranquillo, non mi fanno male le gambe, vuol dire che non ho fatto il massimo.

Marco

Anche perché adesso mi viene in mente una frase, sempre dal podcast di David, com'era? The reward for great work is more great work. Come si dice reward in italiano? La ricompensa per un grande lavoro è più lavoro di questo grande lavoro. Non so esattamente come si traduce, però hai capito l'idea.

Francesco

Quindi di nuovo, non è un cattivo segno avere il fiato corto mentre si corre. Imparate quindi a distinguere il dolore buono da quello cattivo. Il dolore buono è un segno di sforzo, quello cattivo è un segno di malfunzionamento. Quindi è un po' come quando c'è un'intervista di Jeff Bezos dove dice che l'ansia è semplicemente la consapevolezza di non star facendo quello che dovresti fare. È quindi uguale. Questo è un dolore cattivo perché so che non sto facendo quello che dovrei fare, ma se arrivo alla sera che sono distrutto, ho un mal di testa, ho un male agli occhi perché mi bruciano, ma perché ho dato tutto me stesso, quello è un dolore buono.

Ecco, anche questa. Anche le persone con cui passate il tempo avranno un grandissimo effetto sul vostro morale. Vi accorgerete che ci sono alcuni che aumentano la vostra energia e altri che la diminuiscono. E l'effetto di qualcuno non è sempre quello che vi aspettate. Quindi cercate le persone che aumentano la vostra energia e allontanate quelle che la diminuiscono.

Marco

Non sposate qualcuno che non capisce che avete bisogno di lavorare o che vede il vostro lavoro come una competizione per la vostra attenzione. Se siete ambiziosi avete bisogno di lavorare, è quasi una condizione medica.

Francesco

Il morale è fisico, quindi si pensa con il corpo e quindi è importante prendersene cura. Quindi nel senso, il morale è super importante perché è come il fisico, perché ci sostiene. Quindi il fisico ci sostiene dal punto di vista fisico, il morale ci sostiene dal punto di vista di continuare a lavorare e perseverare. Quindi come è importante prendersi cura del fisico, quindi allenarsi, alimentazione, è anche importante prendersi cura del morale, quindi non farsi distruggere dalle prime battute d'arresto che arriveranno.

Le persone che producono un ottimo lavoro non sono necessariamente più felici di tutti gli altri, ma sono più felici di quanto lo sarebbero se non lo facessero. E questa è bella. In effetti se si è intelligenti e ambiziosi è pericoloso non essere produttivi.

Marco

Le persone intelligenti, ambiziose, che non ottengono grandi risultati, tendono a diventare amareggiate.

Francesco

E poi scrive, la fama aggiunge solo rumore. L'opinione delle persone che rispettate è importante, ma l'opinione di un gruppo molto più ampio, quindi che non rispettate, aggiunge solo rumore. E dare peso all'opinione di quelle persone che non rispettate è in realtà la voglia di fama, quindi di... essere famosi.

Marco

Il prestigio di un tipo di lavoro è nel migliore dei casi un indicatore di riferimento, e a volte del tutto errato. Se si fa una cosa abbastanza bene la si renderà prestigiosa. Quindi la domanda da porsi su un tipo di lavoro non è quanto prestigio abbia ma quanto bene possa essere fatto.

Francesco

Tu questa frase l'hai già citato.

Marco

Su Soldini? Sì. Perché Soldini, pensi tutto a lui, ma non a una persona prestigiosa. Però ora quello che fa è diventato prestigioso.

Francesco

Perché è lui che l'ha reso prestigioso.

Marco

Esatto, perché l'ha fatto così bene.

Francesco

E per tanto tempo.

Marco

Però quando lui vendeva gioielli per potersi mantenere...

Francesco

Non era prestigioso.

Marco

Non era prestigioso, ma ora che lavora con Ferrari per creare la nuova Hypersail, è prestigioso.

23 "Se Dovete Ricordare Una Sola Cosa, È la Curiosità"

Francesco

Quindi siamo arrivati quasi alla fine e lui scrive: che ci credete o no, ho cercato di rendere questo saggio il più breve possibile. Se siete arrivati fino a qui, dovete essere davvero interessati a fare davvero un gran bel lavoro. E se è così, siete già più avanti di quanto possiate immaginare. Perché l'insieme delle persone disposte a volerlo fare è piccolo.

Marco

Se dovete ricordarvi solamente una cosa è che la curiosità è la miglior guida. La vostra curiosità non mente mai e sa più di voi a cosa vale la pena prestare attenzione. Notate quante volte questa parola è venuta fuori. Se chiedeste a un oracolo il segreto per fare un ottimo lavoro e l'oracolo rispondesse con una sola parola, scommetterei su curiosità. Questo non si traduce direttamente in un consiglio. Non basta essere curiosi, e comunque non si può comandare la curiosità, ma si può coltivare e lasciare che sia lei a guidarci. La curiosità è la chiave di tutte e quattro le fasi del grande lavoro. Sceglierà il campo per voi, vi porterà alla frontiera, vi farà notare le lacune e vi spingerà a esplorare. L'intero processo è una sorta di danza con la curiosità.

Francesco

I fattori che contribuiscono a fare un gran bel lavoro, come dici tu, sono curiosità, capacità, interesse e fortuna. La fortuna, per definizione, è un fattore su cui non possiamo fare nulla, quindi lasciamola stare, ignoriamola. E poi possiamo ipotizzare l'impegno, se si vuole effettivamente fare un grande lavoro. Quindi il problema si riduce alla capacità e all'interesse. Potete trovare un tipo di lavoro in cui le vostre capacità e il vostro interesse si combinino per produrre un'esplosione di nuove idee.

Quindi quello che dice lui, la fortuna non si può controllare, l'impegno, se vuoi fare un gran bel lavoro è necessario l'impegno, quindi il problema si riduce a capacità e interesse, quindi interesse e curiosità. Quindi ci sono tanti modi diversi di fare un ottimo lavoro e ancora di più sono quelli che non sono ancora stati scoperti. Tra tutti questi tipi di lavoro quello per cui siete più portati è probabilmente molto molto vicino.

Marco

Si tratta solo di trovarlo e di capire fino a che punto le vostre capacità e il vostro interesse possono portarvi. E si può rispondere solo provandoci. Quindi non preoccupatevi di essere presuntuosi. Non dovete dirlo a nessuno. E se è troppo difficile e fallisci, che importa? Molte persone hanno problemi peggiori di questo. Anzi, sarete fortunati se sarà il vostro problema peggiore. Sì, dovrete lavorare sodo, ma anche in questo caso molte persone devono lavorare sodo. Quindi probabilmente se sei molto... se sei interessato e sei curioso di quello che fai, anche se devi lavorare sodo, lavorerai meno sodo di altri tuoi colleghi.

Quindi le scoperte sono là fuori, in attesa di essere fatte. Perché non da voi? Bene, così è come vogliamo concludere questo episodio di Buona Compagnia. Spero che vi sia piaciuto e se vi è piaciuto condividetelo con qualcuno a cui può essere utile. Vi ricordiamo che abbiamo una nostra newsletter dove mandiamo le riflessioni principali di ogni episodio. Potete andare su inbuonacompagnia.com e vedere tutto quello che abbiamo preparato per voi. E se ci volete scrivere naturalmente lasciamo l'email qua nella descrizione. Grazie mille e ci vediamo nel prossimo episodio. Ciao ciao.