Spesso mi sento di dover affrontare le sfide della vita completamente da solo. Mi rincuora molto sapere che anche Giorgio Armani ed Enzo Ferrari, una volta nella vita, si sono sentiti completamente soli, eppure sono andati avanti costruendo cose straordinarie. Se ce l'hanno fatta loro, posso farcela anch'io.
Capita molto spesso di sentirmi indietro nella vita rispetto ad altre persone. Non sono ancora sicuro di aver capito il mio posto nel mondo. Ma ora ho capito che ognuno ha la sua timeline, ognuno di noi è diverso e ha il suo percorso da fare nella vita. Un mantra che mi ha aiutato è Mute the world and build your own. Giorgio Armani aveva cominciato il suo apprenticeship a 31 anni per un altro grande stilista italiano, Nino Cerruti. La Giorgio Armani Corporation era ancora molto lontana. All'età di 41 anni Giorgio fonda la sua compagnia.
Non seguire semplicemente la tua passione. Invece: incontra persone, finisci in un ambiente, interessati a un'area particolare, diventa bravo in qualcosa, sviluppa un talento naturale che è un'estensione di te stesso, che ti stimola e che aiuta le persone. Solo dopo, quando hai tutti questi elementi, svilupperai una vera passione per quella cosa.
Incontra, incontra e incontra tante persone nella tua vita. Non sai mai chi cambierà il corso della tua esistenza. Se Armani non fosse mai andato alla Rinascente, non avesse mai incontrato Cerruti, chissà dove sarebbe oggi.
La creatività fine a se stessa è inutile. Concentrati a creare qualcosa che sia al servizio dei consumatori, che risolva un problema reale, che migliori la vita delle persone.
Il punto di partenza di tutto quello che Armani fa è il corpo. Questo per me significa partire dall'esperienza più semplice per l'essere umano e poi tornare indietro e costruire la tecnologia (o il prodotto) per rendere quell'esperienza possibile.
Il bisogno del pubblico si avverte ancora prima che si manifesti. Si gioca d'anticipo identificando i cambiamenti della società. Armani ha capito cosa serviva alle persone durante gli anni di piombo prima ancora che loro stesse lo sapessero.
Il successo della Giorgio Armani sta nel fatto che dipende dalle scelte di una sola persona: Giorgio Armani. La coerenza della visione è fondamentale.
La moda è uno sport olimpico, si gioca di squadra, ma alla fine è sempre Giorgio a prendere la decisione finale. C'è collaborazione, ma la visione finale è unica.
Non si può delegare la creatività. Più un mestiere è creativo, più è difficile spiegare a qualcun altro quello che vuoi. Spesso neanche tu sai esattamente cosa vuoi finché non lo vedi.
La qualità del risultato finale aumenta in proporzione diretta al coinvolgimento del decision maker ultimo. Se pensi che sia importante, trovi il tempo per farlo.
Ogni cosa che Giorgio ha creato era un'estensione del suo giudizio e del suo gusto. Il suo giudizio era quello giusto perché lo aveva sviluppato attraverso anni di esperienza e riflessione. Tutto era un'estensione di lui stesso - il giudizio che non riesci nemmeno a spiegare, ma che sai essere giusto.
La mia essenzialità è fatta per perseguire il corpo e i suoi movimenti. Non è una sfida estetica, non è creatività fine a se stessa.
Applicare un processo di sottrazione. Meno ma meglio. Partire dal semplice ed elaborare su quello, non partire dal complesso per arrivare al semplice. La semplicità non è eliminazione delle parti, ma sintesi prodotta da un grande lavoro di coscienza e di scienza.
Il rimpianto più evidente, più chiaro, più scontato, è di non essermi troppo occupato di me stesso. Dedicare tempo alla propria anima, alla famiglia, alle persone che si amano. Vivere una vita multidimensionale, non solo lavoro. Alle cinque e mezza, basta - come dice Cucinelli.
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